«Il primo libro», diceva Italo Calvino, «è il solo che conta, forse bisognerebbe scrivere quello e basta».
Esordi che funzionano è un corso dedicato ai libri d’esordio.
Attraverso l’analisi di opere prime, dagli anni Ottanta a oggi, esplorerai i romanzi che hanno segnato l’ingresso di nuove voci nella narrativa italiana; quali caratteristiche rendono efficace un debutto e quali aspettative incontra uno scrittore al primo libro.
Nel corso si analizzeranno struttura, voce, personaggi e incipit per individuare ciò che rende un esordio memorabile.
Scoprirai in cosa un romanzo d’esordio si distingue da un’opera scritta da un autore già affermato.
E se è vero che, come proseguiva Calvino, «il grande strappo lo dai solo in quel momento, l’occasione di esprimerti si presenta solo una volta, il nodo che porti dentro o lo sciogli quella volta o mai più».
Avrai come guida Matteo B.Bianchi, che – oltre a essere uno scrittore con un esordio a sua volta da raccontare (Generations of love, 1999) – dirige da cinque anni Accento, casa editrice dedicata proprio alle opere prime, e dal 1996 ha pubblicato sulla sua rivista ’Tina gli esordi di centinaia di scrittrici e scrittori.
Questo corso, acquistabile anche singolarmente, fa parte del percorso Scrivere tutto l’anno.
Tondelli e pochi altri libertini (Gli anni 80)
L’esordio di Pier Vittorio Tondelli con “Altri libertini” crea una spaccatura con il passato per i temi affrontati e per la lingua, suscitando curiosità e scandalo (il testo viene anche ritirato dalle librerie con l’accusa di oscenità). Tondelli stesso in seguito, ancora giovanissimo, si dedicherà alla scoperta e al lancio di nuovi esordienti con la collana Under 25. Una meditazione sugli esodi in Italia non può che partire da qui, dalla sua opera e dal suo impegno.
Sporcarsi le mani (Gli anni 90)
Un fenomeno editoriale scritto da un ragazzino e un gruppo di autori brutti, sporchi e cattivi stravolgono le classifiche: l’esordio folgorante dell’appena diciassettenne Enrico Brizzi e l’arrivo della cosiddetta letteratura “pulp” (con Ammaniti, Scarpa e Galiazzo) segnano l’ultimo decennio del secolo. I nuovi autori rifiutano le convenzioni della narrativa imperante e scelgono di dedicarsi a storie davvero generazionali o di sconvolgere il lettore con carne e sangue. Finalmente il nuovo irrompe sulla scena.
La solitudine dei call center (Gli anni zero)
Michela Murgia che svela, fra ironia e disperazione, il microcosmo tossico dei call center, Melissa P che racconta senza censure le esperienze sessuali di un’adolescente di provincia, Paolo Giordano che traccia con acume e delicatezza il percorso parallelo di due giovani vite segnate dai traumi infantili: l’autobiografia e il malessere segnano gli esordi degli autori italiani dei primi anni duemila, con esiti sbalorditivi, raggiungendo un successo anche sui mercati mondiali come mai avvenuto prima.
Autofiction e dintorni (I giorni nostri)
Sempre più autori scelgono la propria esperienza personale per farne letteratura, talvolta giocando ai confini fra realtà e finzione: dal debutto intenso di Jonathan Bazzi sino a una serie di romanzi considerati “secondi esordi” (Walter Siti, Teresa Ciabatti, Claudia Durastanti), le tendenze della narrativa contemporanea italiana sembrano indicare un bisogno sempre più forte da parte degli autori di mettersi in gioco in prima persona.
Quindi, per riepilogare:
| Cosa: | Esordi che funzionano |
| Quando: | 6, 13, 20, 27 aprile 2027 il martedì, ore 18-20.30 |
| Dove: | online |
| Quanto: | euro 286.89+IVA |
| Con chi: | Matteo B. Bianchi |