Come si scrive una poesia? E, prima ancora, come la si legge?
Durante il corso proveremo a trovare le risposte, raccontando e mostrando il procedimento di scrittura di poete e poeti, italiani e stranieri.
Osserveremo la loro tecnica, i loro differenti – e numerosi – modi di declinare nel tempo la scrittura poetica.
Ci occuperemo di ritmo, di metrica, di scelte lessicali, dell’importanza delle pause.
Sonderemo il campo dell’immaginario, come lo si evoca, quanto spazio viene lasciato alla fantasia del lettore.
Faremo esercitazione di scrittura partendo dai versi (o da un verso) degli autori di cui si è parlato.
Questo viaggio lo faremo per temi, uno per ogni lezione.
Prima lezione: il tempo
Il tempo è probabilmente l’argomento che si presta (più di altri) a mille possibili sfumature, declinazioni, interpretazioni. Il tempo può essere usato, può essere uno sfondo e può essere un protagonista. Può essere cronologia stagionale, strumento per raccontare il quotidiano.
Può essere spostato, sfalsato, raddoppiato, può essere annullato.
Esiste in poesia un non tempo o un tempo indefinito dentro il quale far muovere una storia, un pensiero, una memoria, una fantasia.
Un passato o un futuro che possono essere prossimi o molto distanti, purché siano credibili. Il tempo può e deve essere inventato, deve trascorrere, deve essere libero e complicato.
Alla fine di ogni lezione sarà proposto un esercizio di scrittura partendo dal tema della lezione
Seconda lezione: la città, il luogo
Il luogo interiore, esteriore, il luogo del possibile, il luogo che non può esserlo più. Il luogo da attraversare, il luogo come strumento, scenario. Il luogo comune e il suo rovescio, il luogo comune che sono io stesso. Il luogo, il posto, la vista, la bella vista, da invocare, cui sottrarsi. Tenersi a distanza dal luogo per osservarlo meglio per provare a capirlo.
Essere la città, nominarla viale per viale, inseguirla, far sì che diventi il nostro stato d’animo. Cambiamo noi se la città cambia o la città cambia perché noi cambiamo? Il nostro umore dipende dal luogo? La città si costruisce intorno a noi?
Alla fine di ogni lezione sarà proposto un esercizio di scrittura partendo dal tema della lezione
Terza lezione: l’onirico, il sogno, la realtà
Il sogno e non soltanto il sogno, uno scenario immaginario in cui l’impossibile diventa possibile, campo nel quale si possono dire le cose mai dette, parlare con le persone che non ci sono più, spargere angosce e paure come se fossero semi.
Nel mondo sognato i luoghi sono i sentimenti, sono le malinconie, i dolori, sono le cose accadute e che vogliamo non ritornino, e quelle accadute che non vorremmo fossero andate in quel modo, e quelle non accadute che, ovviamente, vorremmo accadessero.
Alla fine di ogni lezione sarà proposto un esercizio di scrittura partendo dal tema della lezione
Quarta lezione: gli oggetti e le persone
Gli oggetti, le cose, cosa ci raccontano, come ci relazioniamo con loro. Ci parlano, ci ascoltano, ci servono, sono il nostro correlativo oggettivo, il pieno che racconta il nostro stato d’animo. Siamo il comodino, la sedia, l’orologio, la porta, la casa, il libro, la foglia, il camino, l’attaccapanni, la panchina vuota, il posacenere, la spillatrice, la tazza. Siamo le persone che con gli oggetti interagiscono, che grazie agli oggetti rimangono. Siamo un fratello, un genitore malato, un amico, uno sconosciuto, un amore perduto. Tutti sullo stesso scaffale, visibili e invisibili. Tutti distanti tutti a portata di mano.
Alla fine di ogni lezione sarà proposto un esercizio di scrittura partendo dal tema della lezione
Quindi, per riepilogare:
| Cosa: | Mettere in versi il tempo. Un corso di poesia |
| Quando: | 4, 11, 18, 25 novembre 2026 il mercoledì, ore 18-20.30 |
| Dove: | online |
| Quanto: | 325 euro |
| Con chi: | Gianni Montieri |