Quando da grande decidi di voler fare i libri – il circolo dei corsisti anonimi

Roberta Sofia – autrice di questo articolo – è una allieva del master «Il lavoro editoriale» edizione 2017.

C’è quella domanda cruciale che, con un ritmo cadenzato, prestabilito da leggi cosmiche sconosciute all’uomo e tendente all’ossessivo tanto da ricordare la goccia che batte sul lavandino, recita: ma tu cosa vuoi fare da grande? Da lì, il baratro. Quando hai cinque anni è lecito che tu risponda di voler fare la cantante, il calciatore o l’astronauta, ma arriva un giorno – e mi dispiace non poter dare informazioni più precise sul quando, come e dove – in cui queste risposte non bastano più e occorre motivare le scelte lavorative davanti a genitori che vivono ancora più male di te il fatto che tu stia finendo il liceo. La situazione prende pieghe oltremodo tragicomiche quando capisci di voler intraprendere un percorso in ambito umanistico. Dopo aver lasciato che i tuoi genitori elaborino il lutto che riguarda il tuo non volere diventare medico, ingegnere o economista, aver preso una laurea magari proprio in quella facoltà sulla cui porta d’ingresso a caratteri cubitali trovi la scritta “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” – e sì, sto parlando proprio di filosofia – è proprio allora, dicevo, che deve arrivare, come un temporale improvviso il 15 agosto mentre sei in spiaggia, il desiderio di lavorare nell’editoria.

Un bisogno che albergava il mio subconscio da tempo mi ha guidata in Via della Polveriera, 14. Era il 3 agosto 2016 quando per la prima volta ho citofonato al campanello di SUR; senza sapere bene cosa aspettarmi, con mille dubbi in testa, la salivazione a zero e con la paura di non riuscire a dire una parola sensata ho affrontato il mio primo colloquio. Probabilmente dalla mia bocca qualcosa di sensato sarà pur uscito in quanto a marzo è iniziato il master Il lavoro editoriale e faccio parte dei 17 corsisti di quest’anno.

Ad oggi, se rifletto sulle motivazioni che mi hanno spinto a lanciarmi in questa esperienza, penso che sia davvero stata un’enorme dose di sana incoscienza a farmi intraprendere questo percorso. Di che cosa fosse l’editoria avevo un’idea confusa e romanzata dettata dal mio essere innanzitutto lettrice e probabilmente la cosa più sensata che dissi quel 3 agosto era che avevo voglia di sapere come si facessero i libri. Avete mai sentito parlare di filiera editoriale? Di timing commerciale? Dei simboli di correzione per le bozze? La mia curiosità ingenua ma vorace mi ha portato a sentirmi insoddisfatta nel comprare libri senza conoscerne la vita prima dell’approdo in libreria. Dal 6 marzo, un vortice mi ha come inghiottita: editor, traduttori, ufficio stampa, librai, ufficio commerciale, redattore, ufficio diritti… E alla domanda “cosa vuoi fare da grande” probabilmente non so rispondere neanche oggi, ma motivo la mia impossibilità di dare una risposta certa dicendo che qui ogni giorno è una scoperta, un rimanere affascinati da chi sta lì davanti e ti parla innamorato del proprio lavoro. L’editoria è un mondo che sto scoprendo giorno dopo giorno e al quale mi affaccio con timore reverenziale e in un punta di piedi. Mi sento sempre molto piccola di fronte a chi ho davanti, manchevole di conoscenze, di letture ormai ben sedimentate e di cui si parla con cognizione, di domande intelligenti da fare, ma per la prima volta la paura di non essere abbastanza non mi paralizza. C’è da dire che a lezione sto in silenzio, quindi potrei effettivamente sembrare paralizzata in quanto raramente prendo la parola, ma quello purtroppo fa parte di una strana timidezza che mi appartiene da sempre e dal preferire l’ascolto alla parola. La paura di non essere all’altezza è diventata fame di sapere, un costruirsi giorno dopo giorno, il consegnare le esercitazioni pensando di aver fatto uno sfacelo e poi leggere giudizi tutto sommato positivi, è non vedere i refusi o vederne anche dove non ce ne sono perché hai l’ansia che ti sfuggano. Confermo l’amore per i libri e dichiaro quello per le figure, per lo più mitologiche, che popolano il mondo editoriale di cui un giorno mi piacerebbe fare parte.

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